IL SESSANTOTTO DI OLIVO FRA AMORE E POLITICA

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Un cristiano non può fare a meno di fare politica puntando a una maggiore giustizia sociale, noi pregheremo per te anche per questo” Devo questa frase, così attuale anche nella imbarazzante Italia odierna, a un bel racconto sul Sessantotto. Lo ha scritto un docente universitario oggi in pensione, Olivo Ghilarducci, che ho conosciuto, in Consiglio Regionale, tanti anni fa in una fase importante del suo lungo impegno politico. E’ la storia – per molti aspetti autobiografica – dell’inizio di un impegno politico nella Roma, e nella Lucca, di mezzo secolo fa.

Le braccia al collo. Amore e politica nel ‘68” (Maria Pacini Fazzi editore) è il titolo. Sono stato chiamato, proprio in Consiglio Regionale, dalla associazione fra gli ex consiglieri presieduta da Angelo Passaleva, a moderare alcuni relatori che lo hanno presentato: l’ex presidente di Regione Toscana Vannino Chiti (che nel sessantotto era un ventenne già impegnato in politica), il consigliere regionale Stefano Baccelli (che di anni, allora, ne aveva appena … tre) e un assessore al Comune di Capannori, Francesco Cecchetti, nato una ventina di anni dopo la ventata sessantottina.

Parla di politica, il libro di Ghilarducci, ma parla anche (nella parte romanzata) di amore: due passioni, per il bene comune e per una donna, che si intrecciano in pagine che scorrono come olio. Molto bella la foto scelta per la copertina, con una splendida Vanessa Redgrave e il fratello in una manifestazione anti Vietnam nel marzo 1968.

Studente universitario (Statistica) a Roma, Franco (questo il nome che l’autore ha dato a sé stesso) incontra subito il Movimento Studentesco. Ne diventa leader. Partecipa alle prime battaglie, quelle piene di ideali e di scontri (con i fascisti, con la polizia). Lui, cattolico inquieto, si confronta con una contemporaneità che allora riguardava Vietnam e Cecoslovacchia, baroni universitari e ingiustizie sociali, voglia di cambiare dove c’era estremo bisogno di cambiare. Lui, Franco, è un non violento: un moderato cui è affidato il servizio d’ordine e che presto si accorge di quanto pericolose possono essere (e lo saranno …) certe derive violente che già si cominciano a intravedere.

Un libro che racconta l’amore per la politica ma anche una politica (ahimè oggi molto lontana) fatta con amore e, dunque, con passione.

Nel virgolettato iniziale sono riportate le parole due zie di Franco/Olivo, suore a Lucca, cui il giovane si rivolge in un momento, nell’estate sessantotto, per lui difficile. E trova, nelle zie suore, una sponda importante per confermare la sua voglia, per molti aspetti utopica, di … cambiare il mondo. Trova incoraggiamento e, cosa altrettanto importante, trova preghiera.

Due sponde – incoraggiamento e preghiera per un impegno politico cristianamente ispirato – mai attuali quanto oggi: mezzo secolo dopo quelle vicende storiche, immersi in una pericolosa contemporaneità che fa risaltare la frase, di Virginia Wolf, messa a “dedica” in inizio libro. “Quello che voglio da te è l’illusione. Voglio che tu mi aiuti a vedere danzare il muro”. Potranno mai, i muri, danzare?

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