SCUOLA LAVORO: CROZZA E LA FURBA ALTERNANZA

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Uno strepitoso Maurizio Crozza, ieri sera, nella imitazione di Valeria Fedeli su una questione generale e purtroppo diffusa (certe storture nei meccanismi alternanza scuola/lavoro) già, in parte, segnalata da Massimo Gramellini sul Corsera (a proposito di un accordo fra MIUR e Mc Donald’s per impegnare – gratis – giovani come camerieri al posto di camerieri retribuiti).

Uno strumento in teoria ottimo come l’alternanza scuola/lavoro per avvicinare gli studenti, in particolare nelle scuole tecniche, alla concretezza del mondo lavorativo, corre ormai il concreto rischio di venire stravolto, in modo furbesco e incostituzionale, da aziende con pochi scrupoli e da un ministero che così tradisce il suo ruolo.

Idem nell’ambito dei cosiddetti “crediti scolastici” e formativi con poveri studenti sempre più utilizzati – anche nei festival culturali o da potenti imprese del terzo settore dove, oltretutto, di soldi veri ne girano tanti – come comoda scusa per tappare “buchi” di attività che avrebbero dovuto essere retribuite. Insomma: forme moderne di antico sfruttamento a volte mascherate dietro il nobilissimo (e spesso tirato in ballo in modo osceno) concetto di “volontariato”.

E pensare che proprio la scuola dovrebbe essere luogo di insegnamento civico anche sul delicato equilibrio fra “doveri” e “diritti”. Ricordando, per tornare al Crozza di ieri sera, che “chi lavora deve essere pagato. Sempre”. Se non ci pensa la scuola e, anzi, se è la scuola a prostituirsi in meccanismi che implicano sfruttamento, siamo davvero messi maluccio.

Paese strano, il nostro, se questo tipo di verità (un tempo elementari: l’a-b-c della democrazia si sarebbe detto) sono affidate solo a un bravo comico: sollevano divertimento passeggero, magari indignazione momentanea ma poi tutto resta così: come la “dea ingiustizia” pretende.

Triste quel Paese che ha bisogno di comici.

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Autore

Mauro Banchini

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