SALVINI E LO STATUTO DELLA LEGA UN TEMPO NORD

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Continuo a vedere Matteo Salvini che imperversa ogni ora su tutte le tv, impegnato – lui, segretario della “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” – a chiedere voti in … Sicilia. Continuo a sentirgli dire di aver tolto, dal simbolo, quella aggettivazione geografica (“Nord”) che in effetti, almeno in teoria, un qualche imbarazzo a chiedere i voti al di sotto del fiume Po dovrebbe procurare.

Continuo a vedere giornalisti che ci credono (o fanno finta di crederci), a questa “conversione” nazionale dell’ex partito di Umberto Bossi che fino a pochi anni fa giurava fedeltà celtica alle sorgenti del “dio Po”. Continuo a leggere, sul sito ufficiale di quel partito, anzi di quel movimento, una cosa assolutamente diversa a proposito delle finalità. Che (statuto 2015, articolo 1) sono così indicate: “il conseguimento dell’indipendenza della Padania attraverso metodi democratici e il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana”.

Continuo a non sentire, nei giornalisti, quella piccola domanda che mi parrebbe logica: “Scusi, segretario. Non trova almeno un po’ strano che lo Statuto del suo movimento, che poi è lo Statuto approvato appena due anni fa proprio con lei segretario, indichi una prospettiva opposta rispetto a quella su cui lei, oggi in Sicilia, sta chiedendo voti a cittadini italiani?”.

In altri termini: non è buffo che il Salvini cercatore di voti affermi una cosa che lo stesso Salvini contraddice come “segretario federale” della “Lega Nord per l’indipendenza della Padania”? Non è una piccola (o grande) presa in giro dei cittadini? Se “Nord” è stato tolto non solo a uso e consumo delle camere tv, perché lo Statuto non è stato aggiornato? Se l’obiettivo non è più “il riconoscimento internazionale della Padania quale Repubblica Federale indipendente e sovrana” perché lo Statuto ufficiale continua a riportare questa roboante finalità? In quale altro Paese normale sarebbe, dai giornalisti prima che dai cittadini, considerata normale, e tollerata, una situazione del genere?

Evidentemente, visto che nessuno sembra porre il problema e farlo in giorni nei quali stiamo tutti osservando la tragicomica situazione in Catalogna dopo aver osservato i referendum nel nostrano lombardo-veneto, a essere strano sono solo io. Se così è, mal di poco.

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Autore

Mauro Banchini

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