IL PRESEPIO NELLA FONTANA

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Leggo che nel mio paese, San Marcello Pistoiese, alcuni ragazzi non solo hanno tagliato la protezione in ferro che tentava, appunto, di proteggere da atti vandalici il presepio realizzato da volontari dentro una fontana storica, non solo hanno rubato tre statuine (se ho letto bene, statuine “minori”: non, dunque, il Bambino), ma si sono filmati con il telefonino e hanno postato la loro “bravata” su un social per poi, subito, toglierla.

Una fra le volontarie impegnate a rendere più umana la vita del paese, ha rivolto un bell’appello ai ragazzi perché riportino indietro statuine il cui valore non è certo economico. Leggo anche che gli organizzatori del presepe non intendono sporgere denuncia ai carabinieri.

Il fatto non è certo isolato. Pure nel paese dove risiedo, Poggio a Caiano, qualche settimana fa è successo un fatto analogo: ragazzini sono entrati dentro il grande presepe realizzato proprio sotto il Palazzo Comunale e, irridendo chissà cosa, si sono fatti il solito selfie.

Fatti simili sono accaduti ovunque: si commette una “bravata” e si sceglie di condividerla con il mondo, salvo poi, vigliaccamente, tentare di togliere la … prova quando ci si renda conto di qualche possibile conseguenza negativa.

Giusti gli appelli a far ragionare cervello e cuore di questi bambini cresciuti nel fisico che, immagino, presi come singoli sono ottimi ragazzi ma che messi insieme gli funziona l’antica logica del branco, con conseguenze non sempre così banali come un furto di tre statuine in resina. Giusti, gli appelli. Forse (chissà …) inutili.

Tutti siamo stati adolescenti e tutti ricordiamo i comportamenti tenuti. In tempi lontani bastava una “sgridata” di qualche adulto. Oggi non c’è più voglia e tempo di “sgridare”. Siamo, pure noi, troppo impegnati con i selfie.

Ragazzi che avete rubato le tre statuine nella fontana di via Roma, dateci una mano voi: riportatele, quelle statuine. Ma non fatelo “in segreto”. Siate “fighi” sul serio. Abbiate voi quel coraggio che a troppi di noi, adulti, ormai manca quasi del tutto: il coraggio di volare e di volare alto. Riportatele, le statuine, in modo trasparente, metteteci la faccia, assumetevi la piena responsabilità di ciò che, per “divertirvi”, avete fatto la notte della Befana. Fatevi vivi di persona con chi ha messo il suo tempo per prepararlo, quel presepio: riconsegnate a loro le tre statuine. Non imitate noi adulti, abbiate il coraggio di tornare bambini.

Nessuno, a voi, farà nulla. Ma voi, a tutti noi, avrete fatto un gran regalo.

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