PERIFERIE (ANCHE MONTANE): UN FUTURO POSSIBILE

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Si intitola “Periferie”, lo ha scritto Andrea Riccardi: in una anteprima sul Corsera, un brano da quel piccolo volume dell’ex ministro è stato intitolato “Oggi Gesù abita nelle periferie”. Tutto ruota attorno a un concetto di Papa Francesco sul rapporto fra “centro” e “periferie”. Un concetto, complesso e vasto, che possiamo anche leggere riferendoci a un fatto da qualcuno fra noi vissuto in diretta: la centralità che un microscopico spazio della montagna toscana ha assunto, nel globo, quando ci si riferisce ai temi educativi. Intendo, ovviamente, la Barbiana di don Milani, la Barbiana dei poveri contadini di allora, la Barbiana che ancora oggi, visitandola, ti rendi conto quanto dura (ma anche … profetica) sia stata la punizione inflitta a quel prete da parte della sua Chiesa.

Barbiana dove anche quest’anno Ucsi Toscana si ritroverà, ai primi di giugno, per una riflessione attorno a come il giornalismo racconta (o non racconta) le periferie.

“Io sono convinto di una cosa – ha detto Francesco ai superiori generali delle comunità religiose – i grandi cambiamenti della storia si sono realizzati quando la realtà è stata vista non dal centro, ma dalla periferia. E’ una questione ermeneutica: si comprende la realtà solamente se la si guarda dalla periferia, e non se il nostro sguardo è posto in un centro equidistante da tutto”.

Sarà pure un mio pallino, rispetto al concetto usato dal papa “periferico”, ma penso a quanto potrebbero diventare centrali certe nostre periferie oggi così poco popolate ma così anche capaci, almeno in teoria, di mostrarsi centrali. Penso alla lunga fascia dei monti appenninici. Dorsale oggi sempre più abbandonata. Ma anche sempre più, almeno in teoria, strategica per un futuro altro..

PS)- Tutto da leggere, sulle strade di don Lorenzo Milani, l’ultimo Eraldo Affinati, in corsa per lo Strega. “L’uomo del futuro”.

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