PADANIA: QUEL “PATTO” CON BERLUSCONI

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A proposito di Padania. Qualcuno, in un contesto di stampa mainstream bene allineata e conformista, ogni tanto lo accenna. Talvolta trapela qualcosa, qualche interrogativo. Ma in genere nessuno ne scrive e dunque nessuno ne parla.

Mi riferisco a una situazione in effetti singolare e certo da illuminare: il rapporto fra Salvini e Berlusconi o, se si vuole, tra Lega (o Lega Nord) e Forza Italia.

Se in molti si chiedono perché l’abile attivismo di Matteo Salvini (assai bene sostenuto, fino a ieri, da tv berlusconiane che ad esempio sui migranti hanno aumentato la paura del Paese e i voti di Salvini) finisce per bloccarsi sempre (almeno per adesso) davanti ai voleri di Silvio Berlusconi, qualcuno ogni tanto arriva a sostenere che c’è un motivo: un vecchio “patto”, un antico ricatto.

In altre parole: Berlusconi, con la sua potente ed efficacissima macchina del fango (ne sa qualcosa, ad esempio, Dino Boffo, ex direttore di “Avvenire”), terrebbe in pugno il rampante leader della Lega (non più “nord”).

E la colpa di tutto ciò non abiterebbe in responsabilità dirette del giovane Salvini (si vocifera comunque di foto che qualcuno terrebbe in qualche cassetto. Magari non è vero. Magari è vero) bensì in vecchie vicende della Lega (ancora “Nord”) bossiana: il possesso del logo padano, fideiussioni su antichi grandi debiti, accordi davanti a un notaio, salvataggi assai concreti che Silvio avrebbe garantito a quelli che “Roma” la definivano “ladrona” salvo poi approfittarsene, urlando “Padania libera” per fini del tutto privati con cinismo e spregiudicatezza.

Insomma: il vecchio Silvio terrebbe inchiodato il giovane Matteo fu “padano” con un sostanziale ricatto a cui neppure la grande capacità politica del successore di Bossi potrebbe resistere. Sarà vero? Sarà falso?

Non sarebbe male se la grande informazione – quella che quando vuole qualche “altarino” riesce a scoprirlo – cominciasse a illuminare una vicenda certo utile non per alimentare gossip ma per fare chiarezza anche sul complicato momento istituzionale.

A me, ad esempio, continua a stupire il fatto che la Lega di Salvini giuridicamente non esiste mentre esiste ancora la “Lega Nord” di Bossi: quella che come obiettivo unico si pone “l’indipendenza della Padania” e “il suo riconoscimento internazionale quale Repubblica Federale indipendente e sovrana” sulla base di 13 (sic) “nazioni” (fra cui pure la Toscana).

Andate sul sito della Lega e troverete tutto: sia la parte sulla attualità politica (le esternazioni “sovraniste” della Lega di Salvini, il nuovo simbolo ritoccato “alla Salvini”) ma anche la parte più giuridico-formale (ma in certi casi la forma è sostanza): il vecchio simbolo bossiano, la rivendicazione della Padania, lo spadone di Alberto da Giussano (il simbolo che secondo qualcuno da anni sarebbe stato “comprato” dal cavalier Berlusconi) e l’antico statuto, che poi tanto “antico” non è perché risale a neppure tre anni fa.

A me, che sono nato in montagna e vivo in campagna, continua a stupire (sono ingenuo, lo so) la contraddizione fra ciò che ora grida Salvini e ciò che lo stesso Salvini continua a mantenere nel sito del suo stesso partito.

Perché gli organi della “Lega Nord per l’indipendenza della Padania” non si sono riuniti per abrogare il vecchio statuto e darsene uno nuovo, davvero in linea con la svolta di Salvini? Perché ciò non è avvenuto un anno fa, a Parma, al “Congresso Federale ordinario della Lega Nord per l’indipendenza della Padania”?

Come conciliare l’inconciliabile, cioè le parole odierne di Salvini con lo Statuto del suo stesso partito? La tanto declarata “indipendenza della Padania” è una gigantesca cavolata appartenente a un passato folcloristico? Le “tredici nazioni padane” (fra cui la Toscana) sono solo fuffa? Se così è (e immagino così davvero sia) perché il congresso di neppure un anno fa non lo ha decretato in modo formale? Cosa ostacola?

Davvero indagare su questo è perdere tempo? Non è che Salvini sia veramente prigioniero di un “qualcosa” che non si può dire e che in molti sanno? E’ forse questa la chiave per capire i veri rapporti fra Salvini e Berlusconi? Questo incide o meno nelle trattative dopo le elezioni del 4 marzo? E’ normale che nessuno ci dedichi tempo?

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