IL MISTERO DEL CENTESIMO RUBATO

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Ovvero il mistero del centesimo. Ovvero che fine hanno fatto, dal 1984, tutti quei cent che lo Stato ha tolto, mese dopo mese, dalle pensioni di tutti gli italiani. Ovvero una massa di soldi perché, come avrebbe detto il vecchio Paperone, le grandi ricchezze cominciano sempre con un piccolo, misero, insignificante “centesimo”. Ovvero, calcolando fra i 2,5 e i 3 milioni all’anno, un qualcosa che potrebbe (il condizionale è d’obbligo perché nessuno conosce con esattezza la cifra) arrivare a sfiorare i 100 milioni di euro. Ma cosa è, esattamente, questo mistero?

Me ne sono accorto solo adesso: controllando, da neo-pensionato, i cedolini che gli enti pagatori delle mie due pensioni pro-quota (INPS e INPGI. Insieme ne fanno una) mi hanno fatto avere. Ho trovato, ogni mese e per ogni ente, una trattenuta da 0,01 euro: appunto quel misero, insignificante, assurdo centesimo. Accanto è scritto “contributo ex ONPI”. Mai ci avevo fatto caso. Solo ora ho scoperto una vicenda incredibile e che, nonostante qualche tentativo giornalistico sia stato fatto (esempio Bernardo Iovene, quattro anni fa, su corriere.it) è assai poco raccontata.

Dunque: nel 1948 fu creata l’Opera Nazionale per i Pensionati d’Italia (appunto l’ONPI). Avrebbe dovuto gestire alcune case di riposo per persone anziane “indigenti” e, per sostenere questo scopo, venne predisposta una trattenuta, su tutte le pensioni, del valore (attuale) di un centesimo di euro.

Trenta anni dopo (1978) l’ONPI fu soppressa: ma non la trattenuta che, sempre con analoghe finalità sociali, venne devoluta alle Regioni. Ma è dal 1984, appunto 16 anni fa, che le Regioni non ricevono più questi fondi, la cui entità complessiva è stata calcolata fra i 2,5 e i 3 milioni di euro l’anno (anche se nessuno è in grado di calcolarla con esattezza). Ecco quindi il mistero: dove sono finiti, in tutto questo periodo, questi soldi?

Lo scorso luglio un gruppo di senatori ha presentato un disegno di legge (il 2487 – prima firmataria la senatrice Puppato) con l’obiettivo di “abrogare il contributo ex ONPI”. Precisato che “la destinazione di tali fondi non è conosciuta da ben 32 anni”, i senatori ritengono “necessario abrogare il contributo che serviva per il funzionamento di un ente oggi inesistente”. Registrata la “grave mancanza di trasparenza” nella gestione di questi soldi (che il ddl quantifica ufficialmente in 3 milioni di euro all’anno) si ritiene “non sensato mantenere una tale tassa di scopo dal momento che lo scopo de quo ha cessato di esistere”.

Assegnato alla Commissione competente il 20 settembre 2016, l’esame di quel semplicissimo (poche parole) ddl non è ancora iniziato e chissà mai se inizierà. Resta, ogni mese e su ogni pensione, l’assurdità di quel centesimo sottratto in favore di un ente che non esiste più da quasi 40 anni. Un prelievo insignificante, di cui nessuno si accorge, ma comunque truffaldino.

PS)- E se, invece di sopprimerlo, il prelievo di quel centesimo venisse mantenuto e indirizzato davvero verso uno scopo specifico? Tre milioni di euro ogni anno (ammesso che la cifra sia questa) non sono certo molti ma qualcosa di utile, comunque di sociale e comunque in favore di soggetti e/o di realtà deboli, uno Stato serio potrebbe pur farci …

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Autore

Mauro Banchini

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