FAMILY DAY: A PROPOSITO DI NUMERI

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E il copione, puntuale, è andato in scena. Una settimana fa nessuno, nei grandi media, ha avuto qualcosa da ridire sul “milione” di persone scese in tutte le 100 piazze italiane per manifestare con le “famiglie arcobaleno”: Solo pochissimi, isolati e scorretti rispetto al sistema dominante, espressero qualche, più che legittimo, dubbio ritenendo che in realtà i presenti fossero non più di 80/100 mila (anche sulla base delle foto che mostravano, al di là delle comunque piccole piazze scelte dagli organizzatori a Roma e Milano, numeri nell’ordine delle centinaia non certo delle decine di migliaia necessarie per traguardare il “milione” di presenze complessive).

Oggi, dopo il “Family day” che c’è stato ieri nell’unico grande spazio del Circo Massimo, lo sport preferito dai media è quello (correttissimo. Specie … se applicato sempre) della laica tara fra i numeri degli “organizzatori (due milioni) e quelli della “Questura” (300 mila). Forse seccati dal numero, in ogni caso alto, di presenze al “Family day”, molti stanno facendo conti pignoli sul rapporto fra metri quadrati dell’area e possibilità di riempirli: conti giustissimi per un giornalismo davvero “cane da guardia”, ma conti singolari e – scusate – vagamente buffi se paragonati all’assenza totale di quei conti solo una settimana prima per una manifestazione politicamente assai più “corretta”.

Come normale in questi casi, una verità può forse essere stimata posizionandosi nel mezzo fra “organizzatori” e “Questura” per cui al Circo Massimo, dico un numero a caso, ci sarà stato un milione di persone e nel totale delle 100 piazze di una settimana prima saranno stati, che so, 200/250 mila.

Spiace assistere a un uso ipocrita e assai poco laico del potere d’informare: rigoroso con i deboli (è cè poco da dire: l’area del “Family day”, oggi, nella rappresentazione che va per la maggiore nei media, è assai debole, fuori moda. Su essa si può facilmente ironizzare) e debole con i forti (con le posizioni politicamente più corrette, con il modo di pensare più in voga in salotti e redazioni). Perchè temere i numeri? Specie oggi, quando non mancano le possibilità tecniche per fare conti seri (corretti, non da uffici spari contrapposti) sul numero reale dei presenti in questa o quella piazza.

PS)- Scrive uno – certo più vicino a una delle due piazze, quella del Circo Massimo – che però, ha scelto di non andare nè all’una né all’altra di manifestazioni, non ritrovandosi, specie su temi così complessi, nella logica dei muri (e dei numeri) contrapposti.

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