DONNE (E UOMINI): VOTARE PER NON ASSOPIRE

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“Vorrei che ogni donna andasse a votare, perché l’abitudine a non farlo potrebbe portare ad un assopimento delle coscienze, perché l’abitudine può familiarizzare gli uomini con la violazione dei diritti naturali”. E’ il finale di un tema, svolto da una studentessa al “Capitini” di Agliana, Bianca Calandra, che con questo suo lavoro (insegnante Tamara Lo Bianco) si è aggiudicata il primo premio in un concorso scolastico indetto dalla Fondazione Banca di Credito Cooperativo di Vignole e Montagna Pistoiese: un concorso dedicato al 70° del voto femminile.

Mi era stato chiesto, dal presidente Franco Benesperi, di far parte, con due insegnanti, della giuria. E nel lavoro di questa ragazza mi ha proprio colpito il finale: sulla “abitudine” che può contribuire ad “assopire le coscienze” e a trovare normali le violazioni dei “diritti naturali”. Come non convenire?

Durante la piccola cerimonia (per le Medie di primo grado ha vinto quella di Vignole, con un bel lavoro collettivo proposto dalla Terza C del “Comprensivo Nannini”) è intervenuta anche una “ragazza” del 1921: la signora Dina, una novantacinquenne davvero in gamba, che gli studenti della Terza C avevano intervistato, insieme a un gruppetto di altre coetanee, per ricordare l’emozione del primo voto: nel giugno 1946.

Andai al seggio elettorale di Casini (frazione di Quarrata, nda) in bicicletta. Indossavo – ricorda Dina – un abito bianco: il vestito buono della domenica. Il seggio era in una stanza piccina della scuola, c’era una cabina sola e s’era tutti in fila molto ansiosi … Dopo la prima volta, nel corso degli anni, sono sempre andata a votare e continuerò, malgrado la mia età, perché so quel che s’è passato per avere questo diritto”.

Colpiscono, in questa raccolta di interviste dei ragazzini di Vignole guidati dalla professoressa Enrica Montagni, il fatto che tutte le ragazze di allora, andando a votare per la prima volta, oggi ricordano la loro “grande emozione” così come ricordano di aver messo, tutte, “il vestito buono”.

Anche Fiorella, la veterana del gruppo (oggi 101 anni) ricorda di essersi “tutta vestita a festa” e di aver votato Repubblica (“Qualche giorno dopo arrivò mio marito e urlando dalla contentezza mi disse che aveva vinto la Repubblica: il fascismo era finito e anche la guerra. Si poteva ricominciare a sperare”).

Le parole del prefetto di Pistoia, Angelo Ciuni, hanno chiuso l’incontro. Ma l’invito di Bianca contro “l’assopimento delle coscienze” e l’abitudine a “familiarizzare con la violazione dei diritti naturali” può essere un bel biglietto d’auguri che ciascuno, a sua volta, può indirizzare a chi crede meglio.

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Autore

Mauro Banchini

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