DIO E MAMMONA: SI CONFRONTANO A LUCCA

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A proposito di Dio (e di quell’altro “essere” chiamato mammona), un ricordo. Facile farsi venire in mente un ricordo preciso ascoltando ieri a Lucca la sessione che ha aperto il primo festival “economia e spiritualità” con una tavola rotonda tra Franco Cardini, Emanuele Torno, Mario Capanna (all’ultimo, per indisposizione, è mancato il quarto: Piero Barucci). Un ricordo televisivo, rilanciato in rete, capace di far da cinico filo conduttore tra le riflessioni di intellettuali dal così diverso, ma tutto sommato convergente, profilo.

Il ricordo di un “Porta a Porta” nelle ore immediatamente successive all’ultimo terremoto (c’erano ancora, fra le macerie di una Italia dove bastano scosse da 6 gradi per fare centinaia di vittime, decine di esseri umani uccisi non dalla natura ma soprattutto da errori di altri esseri umani): un Paese precipitato nel dolore e in quello che un tempo si sarebbe chiamato il “rispetto”. Ma loro, il famoso giornalista e il bravo ministro, entrambi – è da presumere – credenti, stavano pontificando, in modo che a molti è apparso cinico, sulla sostanziale positività di scosse sismiche ai fini del mitico innalzamento del mitico “prodotto interno lordo”. Certo entrambi non volevano essere cinici e certo intendevano dire altro, ma quelle frasi, ciniche lo sono apparse sul serio.

Difficile trovare un ricordo più efficace di questo per sostenere le ragioni che i tre intellettuali andavano illustrando nel rapporto odierno, spesso malato, tra una economia solo basata sul mercato (meglio: su un certo mercato) e una spiritualità che crea non poche riflessioni perché – come ricorda la presentazione del festival lucchese ricorrendo all’antropologo Luis-Vincent Thomas – “il fallimento di un mondo ipertecnicizzato genera un bisogno immediato di spiritualità”.

Convergenti le analisi dei tre: “lottare contro la volgarità del capitalismo” (Capanna). “Davanti a un’economia che non serve più gli uomini in cosa dobbiamo sperare? Capanna l’avrebbe chiamata rivoluzione, io la chiamo metanoia” (Cardini). “Il capitalismo ha oggi raggiunto una capacità distruttiva che ormai non rispetta più nulla, figurarsi la spiritualità. Cosa accadrà non è facile dirlo” (Torno).

Interessante l’idea stessa di un festival, ideato da Francesco Poggi e da padre Guidalberto Bormiolini, che prosegue fino a lunedì 12 quando nel pomeriggio (ore 17:30 presso l’auditorium Banca del Monte di Lucca, in Piazza San Martino) ci sarà Serge Latouche (organizzano questo incontro Fondo Arturo Paoli e Fondazione BML insieme alla Accademia Nazionale dei Lincei). Intensa anche la giornata di domenica (11 settembre): una mattina (ore 9:30 auditorium San Romano) su “Ecologia spirituale, benessere e consumo critico” (Pero Roggi, Guidalberto Bormiolini, Massimo Toschi, Giannozzo Pucci, Grazia Francescato); un pomeriggio (ore 15) con le grandi religioni (“Con Dio o con Mammona? L’economia del Tempio) e, in collegamento video, un dialogo (ore 18) con Franco Battiato. Sempre in Piazza San Romano

L’idea è quella di farlo diventare, il rapporto economia/spiritualità e questo festival lucchese, un appuntamento annuale. Non male.

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