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CAPORETTO E LA CLIP. CON LA MAGNANI

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La “grande” guerra e le sue conseguenze a 100 anni esatti da Caporetto. Avevo preparati alcune clip video per alleggerire quella che ritenevo fosse una pesantezza (e che poi, per la capacità del relatore, tale non si è rivelata) di una “lezione” sulla prima guerra mondiale.

Organizzato dal circolo Acli di Montemagno (Quarrata), l’incontro con Roberto Bianchi – docente in Storia Contemporanea all’Università di Firenze e vicepresidente Istituto Storico Resistenza Toscana – ha consentito a chi era presente (non tanti, ma tutto sommato, neppure pochi) un tuffo nel passato della guerra che Benedetto XV definì, come tutte le guerre, “inutile strage”.

Nessuno sa, con esattezza, quanti furono i morti. Possibili solo stime. Certi i 10 milioni di uccisi fra i militari. E poi altre decine di milioni tra feriti e vittime civili, per non parlare delle epidemie successive. Un autentico “choc demografico”, usando il concetto del prof. Bianchi. E poi le conseguenze su vari piani: geopolitico (i confini …), economico (gli arricchimenti di pochi, il ruolo dello Stato …), tecnologico (le armi chimiche, le accelerazioni nelle industrie …), sociale (i rapporti fra generazioni, fra uomini e donne, il mito della giovinezza …), politico (il fascismo, il comunismo …).

Conseguenze su cui abbiamo fatto conti, spesso tragici, per l’intero secolo. E oggi, alla vigilia degli anni Venti del secolo successivo, quando un papa come Francesco prende in mano i potenti della Terra davanti a nuovi rischi di guerra nucleare, in presenza di una terza guerra mondiale “combattuta a pezzi”, oggi non è poi così inutile tornare,su cause e conseguenze del conflitto 1914-1918.

E tornano bene anche i video, tratti da film. Torna bene, ad esempio, quello (“La sciantosa”, 1971) con Anna Magnani che, chiamata dal Comando militare a seminare il verbo della propaganda, si rifiuta di farlo davanti alla realtà (i tanti soldati mutilati) che le appariva sotto gli occhi in quel teatrino improvvisato. E invece di cantare la retorica delle armi, singhiozza la canzone dell’amore.

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