BOMBE NUCLEARI IN ITALIA

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Decine di bombe nucleari sul territorio italiano. Avevo letto, ma ieri su una vicenda così particolare sono tornato a riflettere in una Firenze dove è bello tornare (anche se ogni volta la trovi sempre più degradata). “Percorsi della pace e menzogne della guerra”: si intitolava così una iniziativa, promossa dal Movimento dei Focolari e ospitata nel Centro Internazionale Studenti intitolato a Giorgio La Pira, come contributo verso la “marcia Perugia- Assisi” 2016, di domenica prossima 9 ottobre.

Fra i molti interventi (decisamente intrigante quello di Maurizio Fioravanti, generale dell’Esercito Italiano oggi in pensione ma che fino a un anno fa ha comandato la nostra missione in Libano), ho riascoltato volentieri la pasionaria del pacifismo fiorentino (e non solo): Lisa Clark. Che ha fatto riemergere, a beneficio di un pubblico che già conosceva tutto questo, l’aspetto della presenza, sul territorio italiano, di una ottantina di testate nucleari.

Se ne stanno, “tranquille”, in due basi americane nel nord Italia: circa 50 ad Aviano in Friuli e un’altra trentina (fra 20 e 40) nell’aeroporto di Ghedi nel bresciano. Sono – ha sorriso Lisa – “bombe piccole”, nel senso che la loro potenza è “appena” superiore una decina di volte a quelle di Hiroshima. Ma sono anche bombe che stanno per essere trasformate per renderle pilotabili da remoto, con computer, e dunque di efficacia maggiore. Il tutto in assenza di un dibattito parlamentare. Il tutto in assenza di un confronto nell’opinione pubblica (ogni tanto esce qualche articolo, in pagine interne, ma la questione non appassiona poi troppo). Il tutto in violazione di un solenne impegno, preso dall’Italia, di non dotarsi mai di armi nucleari.

In realtà quelle armi, sul nostro territorio, ci sono. E non sarebbe male se di questa scomoda (a dir poco) presenza i grandi media se ne occupassero di più, il Parlamento ne discutesse in modo serio, i governi dessero spiegazioni (esempio sul non lieve dettaglio che molte testate  sono state trasformate in modo tale da poter essere montate anche sui Tornado della nostra aeronautica).

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Autore

Mauro Banchini

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